Invito alla scrittura con 30 aforismi

I PRIMI 15 AFORISMI


Non basta che lo scrittore sia padrone del proprio stile. Bisogna che lo stile sia padrone delle cose.
(G. Leopardi, Zibaldone)

Giacomo Leopardi
Giacomo Leopardi

Giacomo Leopardi è stato il più grande poeta italiano dell’800. Dai tempi della scuola ricordiamo tutti le poesie “A Silvia” e “Il passero solitario”, ma egli ha scritto importanti opere anche in prosa come le “Operette morali” e lo “Zibaldone” un volume di oltre 4500 pagine, dal quale viene estratta questa citazione che prende la forma di aforisma.

Leopardi dice che fra i tanti (anzi, lui dice fra i pochissimi…) scrittori che hanno piena padronanza nello scrivere con stile, è davvero difficile trovare quelli che abbiano anche la coerenza, la libertà e la volontà di scrivere di tutte le cose e i pensieri che debbano essere detti. Ovvero questi scrittori sono padroni della tecnica ma non hanno né il coraggio né la voglia di affrontare tutti gli argomenti che abbiano una ragione di essere affrontati. Qui: Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura c’è il pensiero completo.

 

 


Scrivere è trascrivere. Anche quando inventa, uno scrittore trascrive storie e cose di cui la vita lo ha reso partecipe: senza certi volti, certi eventi grandi o minimi, certi personaggi, certe luci, certe ombre, certi paesaggi, certi momenti di felicità e disperazione, tante pagine non sarebbero nate.
(C. Magris)

Claudio Magris
Claudio Magris

Claudio Magris è uno scrittore e intellettuale contemporaneo, ha scritto numerosi saggi e racconti.

Da fine intellettuale, riflette sul fatto che lo scrivere presuppone sempre una esperienza diretta, non necessariamente fatta solo di azioni, ma anche di luci, volti, paesaggi o sentimenti. Dunque lo scrivere è in realtà l’atto di trascrivere ovvero di riportare i ricordi di un’avvenuta esperienza dalla mente al foglio di carta (…o in digitale!).

 

 

 


Scrivere per essere vivi e autentici. Non conosco altra ragione valida per scrivere. La fama è decisamente secondaria e non meriterebbe che minimi sforzi.
(G. Pontiggia)

Giuseppe Pontiggia
Giuseppe Pontiggia

Giuseppe Pontiggia è stato uno scrittore e critico letterario del ‘900, con una innata e smisurata passione per la scrittura.

L’esortazione che lancia si potrebbe paragonare al celebre motto di Cartesio: “Cogito ergo sum”, che qui potremmo traslare in “Scribo ergo sum”. Il solo fatto di scrivere è importante per sé, non ci deve essere una finalità di fama o di gloria, che sono secondarie e potrebbero essere raggiunte molto più semplicemente.

 

 

 


Per scrivere bisogna… scrivere! E poi riscrivere. Non si deve pretendere il perfezionismo formale alla prima stesura: si deve fare una prima stesura completa, bisogna avere la storia sul foglio. Poi si può passare tutto il tempo che si vuole a riscrivere, correggere e modificare. Scrittura e riscrittura procedono di pari passo.
(I. Welsh, intervista a L’Espresso, 13 agosto 2008)

Irvine Welsh
Irvine Welsh

Irvine Welsh, scrittore e drammaturgo scozzese contemporaneo, ama raccontare situazioni borderline, i suoi romanzi hanno titoli forti come: “Il Lercio”, “Porno”, “Crimine”. Il suo romanzo più famoso, da cui è stato tratto un film da lui stesso interpretato, è “Trainspotting”.

Per Welsh scrivere è come comporre una statua di creta, si aggiunge materia, inizialmente come informe massa di parole, così come fluisce nei pensieri. Poi si comincia a modellare (riscrittura) affinando, smussando e tagliando dove necessario.

 

 

 


La gran cosa è resistere e fare il nostro lavoro e vedere e udire e imparare e capire, e scrivere quando si sa qualcosa; e non prima; e, porco cane, non troppo dopo.
(E. Hemingway)

Ernest Hemingway
Ernest Hemingway

Ernest Hemingway è stato probabilmente il più grande scrittore americano di romanzi del secolo scorso. Premio nobel nel 1954, l’anno in cui scrisse il suo romanzo più famoso: “Il vecchio e il mare”. Altri romanzi importanti sono: “Per chi suona la campana” e “Addio alle armi”. Questi romanzi sono stati anche film di successo.

Hemingway è stato anche un appassionato pescatore, e leggendo “Il vecchio e il mare” ci si rende conto di quanto questa frase sia vera, ci si rende conto che i pensieri di Santiago (il vecchio pescatore) siano quelli di uno che il pescatore l’ha fatto per davvero. Hemingway dice: trattenetevi, vivete la vita cercando di osservare bene e capire quanto succede attorno a voi, solo a questo punto iniziate a scrivere. Ma non lasciate passare troppo tempo altrimenti i ricordi si scoloriscono e possono addirittura cambiare significato.

E’ interessante riportare anche la citazione di Giovanni Soriano che asserisce l’esatto opposto:

Si dice che bisogna vivere per poter scrivere. Io mi dispongo a fare esattamente il contrario. (Giovanni Soriano, Malomondo, 2013)


Un bravo scrittore non si riconosce tanto da quello che pubblica quanto da quello che butta nel cestino della carta.
(G. Garcia Marquez, Come si scrive un racconto)

Gabriel García Márquez
Gabriel García Márquez

Gabriel García Márquez, è forse il maggiore scrittore in lingua spagnola, nato in Colombia e naturalizzato messicano, ha ricevuto il premio Nobel per la letteratura nel 1982. La sua opera più importante è “Cent’anni di solitudine”. Dal suo romanzo: “Cronaca di una morte annunciata”, Francesco Rosi ha tratto l’omonimo film interpretato da Gian Maria Volontè.

Márquez sintetizza quanto già ricordato da tanti altri grandi autori come Stevenson o Welsh, bisogna saper cancellare, correggere, riscrivere fino a che il risultato è in stile con il pensiero.

[Nota: per riconoscere un bravo scrittore, oggi non si guarda più nel cestino della carta, ma in quello sul desktop del suo PC…]

 

 


La precisione e la concisione, che a quanto mi si dice sono il mio modo di scrivere, mi sono venute dal mio mestiere di chimico. Come anche l’abitudine all’obiettività, a non lasciarsi ingannare facilmente dalle apparenze.
(P. Levi e T. Regge, Dialogo)

Primo Levi
Primo Levi

Primo Levi, chimico di origini ebree, ha scritto racconti e poesie nella seconda metà del ‘900. Lo ricordiamo soprattutto per “Se questo è un uomo” che è il suo terribile ricordo della reclusione nel campo di concentramento nazista di Aushwitz, e per “La tregua“, naturale prosecuzione che descrive le fasi successive alla liberazione e il ritorno in Patria.

Il rigore scientifico di un chimico è indispensabile per il suo mestiere, Primo Levi ha utilizzato lo stesso rigore nel suo modo di scrivere, ed evidentemente anche nel modo di valutare le cose, preferendo un’analisi fredda e accurata, senza lasciarsi ingannare da verità apparenti.

 

 

 


È necessario poi che tu non scelga
le tue parole senza qualche svista;
nulla più caro della canzon grigia
dove l’incerto s’unisce al preciso.
(P. Verlaine, Arte poetica)

Paul Verlaine
Paul Verlaine

Paul Verlaine è stato nella seconda metà dell’800 un poeta francese, insieme a Arthur Rimbaud e Stéphane Mallarmé fa parte dei poeti maledetti, ovvero quegli artisti incompresi che rifiutano la società e vivono in modo provocatorio, asociale e persino autodistruttivo. Di questi, Charles Baudelaire si può definire l’ispiratore.

Non come perdono ad una leggerezza (vedi Orazio) ma in modo esplicito, Verlaine dice di inserire volontariamente qualche imprecisione nella scrittura, proprio per far risaltare e per dar contrasto. Ricordiamo che Verlaine è stato soprattutto un poeta, e la forma poetica ha una sua stesura ben diversa dalla prosa. Si dice appunto, licenza poetica, non so se si possa applicare anche alla prosa.

 

 


Ho visto molte volte l’espressione dei giornalisti migliori, da Cavallari a Pansa, da Emanuelli a Ronchey, quando avevano finito di scrivere un articolo, e sembravano trasfigurati dalla fatica. Chi scrive con facilità, senza sforzo, produce di solito cose mediocri.
(P. Ottone, Le regole del gioco)

Piero Ottone
Piero Ottone

Piero Ottone, al secolo Pier Leone Mignanego, recentemente scomparso, è stato un giornalista e scrittore. Ha diretto importanti quotidiani come il Secolo XIX e il Corriere della Sera.

Nella sua carriera ha conosciuto le più importanti firme del giornalismo italiano, e ha osservato che i loro “pezzi” erano frutto di un impegno tale che al termine sopraggiungeva una fatica quasi fisica tale era evidentemente il trasporto e il coinvolgimento emotivo. Ne deduce, in contrapposizione, che chi scrive semplicemente, senza fatica, non produce un grande articolo.

 

 

 


Scrivere un libro […] vuol dire innanzi tutto sedurre il mondo. Voi dovete sempre pensare che la prima regola è quella di afferrare il vostro lettore, e fare in modo che non si stacchi più dalla vostra scrittura. Deve tornare a casa e pensare soltanto a riprendere la lettura che voi gli state dando. La scrittura dunque è innanzi tutto seduzione.
(R. Cotroneo, Manuale di scrittura creativa)

Roberto Cotroneo
Roberto Cotroneo

Roberto Cotroneo è un giornalista, scrittore, poeta e fotografo contemporaneo. Fra le altre cose, ha scritto: “Se una mattina d’estate un bambino (Lettera a mio figlio sull’amore per i libri)” e “Chiedimi chi erano i Beatles (Lettera a mio figlio sull’amore per la musica)”.

Cercare di sedurre un adulto ad iniziare a leggere, e continuare a leggere un libro può essere difficile, ma convincere un bambino lo è ancor di più perché i bambini hanno mille distrazioni e hanno voglia di muoversi molto più di un adulto. Dall’esperienza dei suoi libri rivolti al figlio, Cotroneo ricava che nella scrittura bisogna inserire un’alta componente seduttiva, il libro deve ammaliare il lettore in modo che non ne possa più fare a meno finché non lo ha finito. Il libro deve dare dipendenza…

 

 


Nulla è sicuro, ma scrivi.

(F. Fortini)

Franco Fortini
Franco Fortini

Franco Fortini è stato un poeta, critico e traduttore del ‘900. Il suo impegno politico fu vicino alla sinistra italiana del dopoguerra, abbracciando le posizioni della rivolta operaia.

La frase è estratta dal titolo di una sua poesia: “La poesia non muta nulla. Nulla è sicuro, ma scrivi.” Le ingiustizie della terra sono ineluttabili, non sarà una poesia a cambiare le cose, ma è necessario comunque scriverla.

 

 

 


Ciò che è esatto è breve.
(J. Joubert)

Joseph Joubert
Joseph Joubert

Joseph Joubert, filosofo e aforista francese della seconda metà del ‘700, contemporaneo e amico di Diderot, non ha pubblicato molto nella sua vita, ma ha scritta centinaia di lettere, riflessioni su appunti e diari.

Forse il suo aforisma non è applicabile in generale, la sua frase è un’iperbole per sintetizzare il concetto che tanto meno ci si dilunga e tanto più si arriva al nocciolo, tanto meno è probabile incorrere in errori. Non per niente lui si è reso famoso per gli aforismi, forme di scrittura intrinsecamente brevi.

 

 

 


La verità profonda, per fare qualunque cosa, per scrivere, per dipingere, sta nella semplicità. La vita è profonda nella sua semplicità.

(Charles Bukowski, Hollywood, Hollywood!, 1989)

Charles Bukowski
Charles Bukowski

Charles Bukowski è stato un poeta e scrittore americano di origini tedesche, vissuto nel secolo scorso. La sua vita è stata caratterizzata dall’abuso di alcool e dal sesso che ha raccontato senza alcuna velatura di pudore. Ha vissuto la Beat Generation e si può definire il padre del movimento hipster.

Predica come Karen Blixen, la semplicità come forma espressiva che mette a nudo più evidentemente le emozioni e le passioni dell’uomo.

 

 

 


Scrivere è viaggiare senza la seccatura dei bagagli.

(Emilio Salgarifonte sconosciuta)

Emilio Salgari
Emilio Salgari

Emilio Salgari di Verona, vissuto nella seconda metà dell’800 è stato il più grande scrittore di romanzi di avventura ed anche l’antesignano del genere fantascienza. Come non ricordare romanzi quali: “La tigre della Malesia” e tutta la successiva serie di Sandokan, o “Il Corsaro Nero”.

La fonte di questa citazione è sconosciuta, ma è decisamente attribuibile a lui visto che, ha scritto decine e decine di romanzi ambientati in nazioni nelle quali non è mai stato. Anzi, pare proprio che lui dal suo Veneto si sia mosso pochissimo… Dunque la sua penna ha descritto ambienti lontani ed esotici solo con l’aiuto della lettura e di una mente fantasiosa.

 

 

 


Nulla dies sine linea

Traduzione: Nessun giorno senza una linea.

(Plinio il Vecchio, Storia Naturale, I sec.)

Plinio il vecchio
Plinio il vecchio

Gaio Plinio Cecilio Secondo detto Plinio il Vecchio è vissuto all’epoca della Roma imperiale, è stato il primo naturalista avendo scritto un trattato “Naturalis historia” di ben 37 volumi.

Plinio si riferisce ad un pittore, tale Apelle, che ogni giorno disegnava almeno un tratto. Estendendo il concetto alla scrittura, il suggerimento è di mantenersi in allenamento, scrivere tutti i giorni, almeno una frase, una riga, per non perdere l’abitudine.

 

 

 


CONCLUSIONI

Scrivete semplicemente

Scrivete irruentemente

Scrivete passionalmente

Scrivete soavemente

Scrivete elegantemente

Scrivete brevemente

Scrivete fantasiosamente

Scrivete minuziosamente

Scrivete faticosamente

Scrivete massicciamente

Scrivete chiaramente

Scrivete per vivere

Vivete per scrivere

ma, diamine… scrivete!

 

Riferimenti:

http://www.interruzioni.com/afscrivere.htm

http://www.aforismario.net/2017/01/frasi-scrittura-e-scrivere.html

Le immagini sono tratte da Wikipedia.

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